Mottetti

2003
 
 
 
 

Les grands voillers - La fleur - L'autre - Ambigua favola - La dance que tu cherches - Le mur - Sulla rena - Spotorno 1991 -

Encore une minute - Dolce signora - Daniel - Spotorno 1991 (alternate take) - Il mondo tu

 

Formazione 

Gianmario Liuni (pianoforte), Arrigo Cappelletti (pianoforte), Maria Antonazzo (voce), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso), Alessio Pacifico (batteria)

 

Testi: Gianmario Liuni, Mara Cantoni (L'autre) - Traduzioni in francese: Maria Antonazzo

Composizioni originali e arrangiamenti: Gianmario Liuni

 

Milano, 19,20 giugno e 20 ottobre 2003

SPLASC(H) CDH926.2


PRESENTAZIONE

 

Devo la nascita di questo lavoro alla necessità di dare voce umana a quella costante liricità presente in tutte le mie composizioni e nel mio modo di improvvisare.La costruzione inoltre di melodie dedicate a dei testi, mi ha permesso di sviluppare ampi archi melodici proseguiti dalle improvvisazioni del pianoforte e del contrabbasso (una meraviglia la cantabilità delle frasi di Tito Mangialajo Rantzer).Il canto è stato affidato alla bravissima Maria Antonazzo, mezzosoprano dalle grandi capacità interpretative con atteggiamenti quasi teatrali, il che ha concorso ad un risultato molto originale date le premesse Jazz.Alessio Pacifico si è dimostrato ancora partner ideale in queste situazioni in cui è richiesta una grande finezza d'animo per far “cantare” la batteria.Il titolo del CD trae ispirazione dai “Mottetti” di E. Montale, poesie d'amore per Clizia, figura dell'Amante Divina, tramite sensibile ed evocabile di ogni assoluto.Un'ispirazione che ne ha condizionato direi il mood generale, la brevità dei testi, e la certezza che dietro ogni scommessa di amore umano c'è la scommessa per l'Amore divino.Per la struttura generale dei brani devo molto all'ascolto, consigliatomi dall'amico Tito, dell'album di Steve Swallow, “Home”.Ringrazio invece Arrigo Cappelletti, oltre che per la magistrale interpretazione di “Il Mondo Tu”, per avermi introdotto nel mondo della politonalità di cui “L'autre”, con testo splendido e psicanalitico di Mara Cantoni e "Le Mur” sono un esempio.

Gianmario Liuni


RECENSIONI

 

Recensione tratta da "Suono":

Il jazz europeo e spesso quello italiano vivono anni non semplici, in cui molte cose sono state già dette e quindi la già dominante tendenza “cerebrale” del vecchio continente nel far musica e nel farne una come il jazz si sente di più cammina lungo un sentiero insidioso che oscilla tra la bellezza del non essere superficiale e il caricare di pesantezze eccessive quel che si propone. Questo buon CD in un certo senso pone nuovamente la questione. Liuni suona con garbo, senza riempire di virtuosismi inutili una musica lenta e riflessiva, suonata in trio con il valido aiuto del batterista Alessio Pacifico e di un efficace Tito Mangialajo Rantzer al contrabbasso. Nel brano di chiusura Il mondo tu il pianoforte passa ad Arrigo Cappelletti, che aggiunge un pizzico di classe. I testi, quasi interamente in francese, sono adattati e cantati da Maria Antonazzo, che ha un bel timbro e carica di una certa passionalità alcuni momenti delle composizioni. Qualche rallentamento nel meccanismo si avverte quando i brani indugiano in atmosfere che talvolta appaiono un po' troppo costruite e rischiano qualche involuzione. Effettivamente il confine tra un brano intelligentemente studiato per essere nuovo e le tentazioni intellettualistiche è quasi sempre debole e poco tracciato. Fortunatamente non assistiamo qui al puro sfoggio di abilità compositiva, sicché è facile anche apprezzare gli equilibri sonori e alcune buone intuizioni sul piano armonico, che assieme invitano ad un ascolto non banale e comunque regalano un'ambientazione quieta e rilassata, senza asperità particolari. Insomma, qualche implosione in un buon CD.

(voto artistico: 7; voto tecnico: 7)

Pierluigi Zanzi (Suono n° 380, maggio 2005)

 

 

Recensione tratta da "All About Jazz Italia":

Interessante lavoro in bilico tra musica e poesia, entrambe arti padroneggiate da Gianmario Liuni, autore di liriche e musiche, oltre che protagonista al pianoforte. Ad accompagnarlo, un'ottima ritmica composta dall'ormai affermato Tito Mangialajo Rantzer al contrabbasso e dal sorprendente Alessio Pacifico alla batteria, nonché dalla voce di Maria Antonazzo.È quest'ultima che, giocoforza, ha un ruolo di primo piano, che tutto sommato sostiene con buona personalità, in particolare nelle numerose tracce da lei stessa tradotte in francese. L'interpretazione non è schiettamente jazzistica, anzi appare più impressionistica e ricorda a tratti Irene Aebi. Ma questo è proprio ciò che il tipo di operazione musicale le richiedeva. Attorno alla cantante ruotano i musicisti, e lo fanno con grande maestria.Liuni ha uno stile composito, che spesso si richiama all'ospite dell'ultima traccia, quell'Arrigo Cappelletti che numerose volte ha coniugato poesia e musica d'ispirazione jazzistica; ma Liuni forse più del maestro sa dosare i silenzi ed aprire spazi per i partner. Mangialajo si segnala per corposi accompagnamenti, non meramente lirici, con un suono spesso corposo, più qualche assolo di alto livello (”Sulla rena”). Pacifico, infine, passa dall'uso lieve delle spazzole (”Les grands voliers”) fino a passaggi ritmici quasi da marcia (”Le mur”), con grande scioltezza e sempre senza snaturare l'atmosfera da camera.Il disco ha una sua coerentissima poetica, che viene perseguita con continuità, senza cadute di stile. Originale nell'approccio, lo é forse un pò meno nelle atmosfere, ma - oltre a non mancare di passaggi particolarmente intensi - è complessivamente di ottima qualità.

 

Neri Pollastri (All About Jazz Italia, febbraio 2006)

 


Recensione di Steven Loewy "allmusic"